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27 Febbraio 2008  

Una citta' in trasformazione

Ce ne siamo accorti tutti: Lissone e' una citta' che sta subendo una grossa trasformazione economica, edilizia e demografica. I dati forniti dall’annuario statistico demografico del Comune, ci informano che al 31 Dicembre 2007 la popolazione residente era di 40.142 abitanti (40.186 al 23 Febbraio 2008) con un aumento di 1.146 unità rispetto all’anno precedente; di queste persone 432 sono stranieri regolari, per un totale di 2313 cittadini stranieri, dei quali 504 minorenni.
Negli ultimi 19 anni, la popolazione straniera regolare a Lissone e' passata dallo 0,25% al 5,70% ed è attualmente così diversificata: romeni (388), marocchini (363), ecuadoregni (167), pakistani (160) e peruviani (105).

Da questi dati emerge la diversita' di paesi d’origine, che va dai paesi dell’Est a quelli dell’America del sud, il che significa che ''marocchino'' non è più un termine appropriato per identificare gli stranieri, come se fossero tutti uguali e fatti in serie. Ci sono diversita' di tradizioni, di lingua, di valori, di religione ecc. e quindi il nostro sguardo dovra' abituarsi a distinguere queste presenze molteplici e diversificate.

Per non rimanere in considerazioni teoriche e complesse, valide per riflettere sul fenomeno migratorio mondiale che noi 'lissonesi' non possiamo fermare ma con il quale dobbiamo imparare a convivere, vediamo invece le implicazioni pratiche, quelle della vita di tutti i giorni che riguardano l’abitazione, il lavoro, la scuola e la convivenza sociale.
Tutti aspetti che, a fior di pelle, ci infastidiscono perché non siamo abituati a sentir parlare altre lingue, perche' siamo sospettosi e ci sentiamo insicuri. Non da ultimo c’e' anche da considerare quel nostro senso di superiorita', basato sulla nostre capacità e competenze lavorative.

In poco meno di vent’anni siamo passati dalla ''cittadella fortificata'', dove le relazioni erano ristrette al rione e al quartiere ed erano ben definite da confini sociali e lavorativi, al ''villaggio globale'' che ha rotto i confini e si e' aperto a relazioni che stanno facendo crollare i muri della nostra cittadella.

Noi e l’ambiente siamo in rapida trasformazione: questo ci mette in crisi perchè ci trova impreparati e ci porta a reazioni di diverso tipo nei confronti degli stranieri: dall’assistenzialismo, al rifiuto, al sospetto, al rischio dello sfruttamento.
D’altra parte anche gli stranieri residenti si comportano nei nostri confronti in modi spesso a noi incomprensibili o irritanti: dal chiedere con insistenza alla mancanza di chiarezza, dal pretendere tutto al non rispetto delle regole.

Tra noi e loro così contrapposti esiste la possibilità della convivenza e dell’integrazione?
Una di queste modalità ha il nome di ''legalità'' e per legalità s’intende la conoscenza e il rispetto delle norme che regolano i rapporti all’interno di una comunità, e quanto più la comunità è complessa - come lo è quella lissonese - tanto più il senso della legalità deve crescere.

Chi non vorrebbe la legalità, il rispetto, l’integrazione? Tutti, naturalmente.
Ma noi, spesso, pretendiamo la legalità e il rispetto dagli stranieri ma non da noi - lissonesi e italiani - e in questo c’è anche una certa responsabilità delle istituzioni che dovrebbero garantire questi valori per tutti: per noi, italiani e lissonesi, e per gli stranieri.

Ricorriamo agli stranieri per avere la badante che sta 24 ore su 24 ore con i nostri anziani (e molto probabilmente noi non lo faremmo); li facciamo entrare nel mondo delle imprese di pulizie, sottopagati in nero e licenziabili all’istante perché il mercato e' saturo; oppure ricorriamo a loro per lavori che i nostri giovani non fanno piu' (manovalanze di ogni tipo); offriamo loro delle soluzioni abitative a prezzi insostenibili, seppure al limite della sicurezza sanitaria. Per non parlare di altri giri d’affari per nulla legali ma molto redditizi per noi e a rischio per loro.

Sappiamo tutti che nel quartiere LS1 la presenza degli stranieri e' massiccia e viene collegata al degrado socio-ambientale. Ma sara' proprio vero che questo degrado sia attribuibile solo a questa presenza? Si puo' affermare che non ci fossero problemi sociali prima dell’insediamento di stranieri in quel quartiere?
Senza voler criminalizzare la zona LS1, forse la situazione creatasi e' significativa della assenza di legalità da parte delle istituzioni e dell’insufficiente senso di civilta' dei residenti, sia italiani che stranieri.

Visto l’aumento del numero di stranieri residenti, l’esigenza di riflettere e di governare questo fenomeno non e' piu' rinviabile: e' un appello urgente al quale occorre dare delle risposte, appello che va fatto prima di tutto a noi stessi come cittadini, e poi alle istituzioni scolastiche, ai luoghi di formazione civile e alle istituzioni politiche come garanti e promotrici della legalita'.

Intraprendere e rafforzare la via della legalita' e' la risposta fondamentale perche' la citta' di Lissone viva la trasformazione in convivenza armoniosa e non in relazioni conflittuali.


Sulle orme delle 'Iene' »
Se nelle prossime settimane vedrete aggirarsi per le vie di Lissone alcune persone vagamente sospette, magari in bicicletta e armate di telecamera, non scappate... (segue)

Ma sulla Gelsia quanti bachi ci mangiano?
Fatevi raccontare dai vostri nonni com'erano voraci i bachi da seta, quando si allevavano nelle case brianzole per guadagnarci qualcosa: ogni giorno divoravano chili di verdi foglie del gelso.

In questo senso, il nome della nuova multiutility brianzola, Gelsia, e' stato ben scelto: i primi atti dopo la sua costituzione sono stati infatti la distribuzione delle poltrone, rigorosamente a parenti e potenti dei partiti di maggioranza.
Ecco qui un nutrito dossier sul caso. NB.: il Pd di Lissone ha presentato un ordine del giorno per chiedere che vengano pubblicati i curricula dei candidati e che si evitino le sovrapposizione di poltrone (Franco Giordano ne ha addirittura 6).
Non vi sembra una richiesta giusta? Ma l'odg è stato respinto senza nemmeno discussione.


Ricchi e tartassati »
Avete visto? Noi l'avevamo detto gia' mesi fa (vedi articolo: Meno tasse per tutti. Tranne i lissonesi): Lissone è il Comune più ricco (abbiamo un ''tesorone'' di 10 milioni di euro accumulato e non spendibile) ma nello stesso tempo piu' tartassato...(segue)


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