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venerdì 31 luglio 2015
logo_pede.jpgQualcuno l'ha chiamata "exit strategy", qualcun altro "piano B" della Pedemontana. Di fatto la proposta avanzata dal presidente della Provincia Gigi Ponti e da alcuni sindaci brianzoli ha molto del buon senso: di fronte alle difficoltà finanziarie della nuova autostrada (che ha già consumato l'80% delle risorse pubbliche per fare il 30% del tracciato) e alla possibilità che l'opera non venga mai realizzata riversando tutto il traffico della tratta già aperta sulla Milano-Meda e "aggravando la già precaria situazione del sistema della viabilità brianzolo", Ponti e i suoi tecnici hanno elaborato un piano alternativo che consiste essenzialmente nel ridurre le corsie a due per ogni senso di marcia e nel terminare il tracciato a Vimercate, non a Osio come era previsto. Risultato: 1,3 miliardi risparmiati e soprattutto minor impatto ambientale; anche per Lissone, che vedrebbe ridursi notevolmente il mega-svincolo verso Desio, il secondo d'Europa per grandezza. La proposta piace a molti, tra cui gli ambientalisti, ma non ai politici del centrodestra lombardo, sempre affezionati alle "grandi opere". L'unico rischio, secondo noi: che nei tagli si perdano per prima cosa quelle compensazioni ambientali (greenwy ciclabile, areee verdi, eccetera) che ci erano state promesse per digerire il rospo.
 
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