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mercoledì 08 ottobre 2008

Amministrare senza una testa

La cronaca riguarda i due Consigli per la relazione degli argomenti in agenda: ampliamento superficie del supermercato di LS1 e status delle opere pubbliche triennali con relative modifiche di bilancio.

Cio’ che salta all’occhio e’ lo sbilanciamento di un bilancio (scusate la ripetizione) dall’insieme della citta’ ad un quartiere che, benchè necessiti di riqualificazione, tuttavia assorbe quasi il 50% del bilancio comunale.

Oltre a ciò, la maggioranza ha votato per l’ampliamento di superficie del sopracitato supermercato dagli attuali 2000 mq ai 5600 mq. Un bel regalo alla societa’ proprietaria, mascherato dalla riqualificazione sociale del quartiere.
In pratica l’attuale Cubotto diventerebbe Centro civico per 150 mq coperti in piu’. Ben misero scambio di ri-qualificazione o di favoritismo?

Domanda: ma era proprio necessario creare un Ipermercato in cambio di briciole?
Direi di si, visto che questa Giunta agisce a “ranghi sparsi” vale a dire che ogni assessore sponsorizza la sua “parrocchia”: dove la semina di oggi fruttera’ voti domani.

Nonostante le minoranze insistano su un progetto della citta’, sull’etica della cosa pubblica, le decisioni che stanziano centinaia di milioni di euro per una porzione della citta’ sono il segnale che a questa amministrazione manca la testa e, se vogliamo un paragone, un corpo senza testa non sa dove andare ne’ sa coordinare i suoi movimenti.

E’ con rammarico e con un senso di commiserazione che sentiamo l’assessore alle opere pubbliche, Giuliano Beretta, chiedere di uscire dal patto di stabilita’ per attingere all’avanzo di amministrazione (10 milioni di euro) per realizzare qualcosa di necessario come servizi, rifacimento strade, insomma tutto cio’ che fa capo al suo assessorato.

Non me ne voglia, caro assessore, ma lei dovrebbe prendere per la giacca il primo cittadino e svegliarlo dalla passiva attitudine di fronte agli assessori da lui nominati che stanno dividendosi la torta di Lissone. 
Di piu’: l’assessorato alla attuazione del programma e alla semplificazione ha molto da lavorare per coordinare e rimettere nelle giuste tracce diversi assessori, non solo dediti a favoritismi evidenti, ma senza un minimo senso di responsabilita’ etico-politica di fronte a tutti i cittadini lissonesi.

Bastano queste poche note di cronaca, sufficienti per ribadire quanto Lissone non meriti lo sfacelo a cui la stanno portando.
Termino citando dall’editoriale del “Cittadino” di sabato scorso (4 ottobre '08) “bene, ma lorsignori governanti di Desio e Lissone provino solo a chiedersi: a quanti dei loro cittadini gliene frega qualcosa di quel che succede in consiglio comunale?.....delle estenuanti discussioni, delle polemiche, delle maratone…..delle interpellanze e delle mozioni sul sesso degli angeli o giu’ di li’?”

Domanda piu’ che legittima e fondata, ma che banalizza il lavoro delle opposizioni, le quali non discutono del “sesso degli angeli” ma dei soldi (quindi le tasse pagate dai cittadini) stanziati per opere sconsiderate, come nel nostro caso il quartiere LS1, lasciando a bocca asciutta e con ansie e problemi molte famiglie con bimbi e ragazzi dall’eta’ dell’asilo nido alle elementari e via dicendo…..dimenticando incisivi interventi sociali per la crescente fascia di anziani  (e anche qui ci vogliono i soldi).

Come dice ancora l’editoriale:”perche’ poi dal sindaco all’ultimo (per voti raccolti) dei consiglieri comunali non dovrebbero mai, ma proprio mai dimenticare che sono stati messi li’ dalla gente, i cittadini, gli elettori, non per esercitare un potere, rappresentare una parte, un partito, un’idea, un’ideologia, ma per servire al meglio una citta’ in quanto comunita’ di persone con tutti i loro bisogni e diritti.”

Al Direttore L. Losa va dato atto della chiarezza dell’obiettivo principale del ruolo dei consiglieri, ma chi esercita il potere (e lui lo sa) e’ chi ha vinto le elezioni e governa.
Non per piangersi addosso ma noi delle minoranze ci stiamo, su quelle poltrone, senza alcun rendiconto personale o di gruppo o di categoria: ci stiamo perche’ crediamo a quello che e’ stato definito “servizio alla comunita’”.

Chissa’ che anche la maggioranza ci creda: ma questo lo vogliamo vedere dalle decisioni concrete e pratiche, nelle righe dei bilanci e nelle opere a favore di tutti.

 
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