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mercoledì 02 luglio 2008

Alla guida ci vuole (solo?) prudenza...

L’ordine del giorno è di quelli che fanno pensare all’aridità dei conti e dei numeri: rendiconto esercizio del 2007.
L’atteggiamento del consigliere propende per la passività  e - perché no - alla sonnolenza di un’aula consiliare in cui si snocciolano cifre, dati, grafici ecc ecc…
Ma non è stato così in questo Consiglio, perché il bilancio consuntivo del 2007 è la cartina di tornasole di come questa Giunta amministra Lissone e, come sempre, le minoranze sono state attente e hanno dibattuto costruttivamente con analisi e critiche.

Come ci ha dunque amministrato Fossati II nel 2007? Con una sola virtù.
La virtù della prudenza: non spendere, non investire, non mettere a frutto quello che i cittadini hanno affidato al Comune attraverso le tasse (in media 308 euro l’anno per lissonese) e nonostante l’avanzo di bilancio del 2007 sia aumentato di 3,6 milioni di euro.

Ma sarà vera virtù? Noi crediamo di no: si tratta di una rigidità o di un’ingessatura eccessive che rivelano mancanza di idee, di progettualità nel rispondere ai bisogni essenziali dei cittadini.
Infatti si scopre che, mentre si spende sempre di più per le spese legate al funzionamento dell’amministrazione, (incremento di 500.000 euro rispetto al 2006 e - cosa da verificare meglio - ci starebbero dentro anche i circa 26.000 euro spesi per arredare “convenientemente” l’ufficio del nuovo dal Segretario generale!!!) si riducono le spese per:

l’istruzione :         meno 667.000 euro
politiche sociali:  meno 469.000 euro

Nello stesso tempo si aumentano le spese in settori certo importanti e di immagine, ma non certo indispensabili per i bisogni primari dei cittadini, come:

cultura:              più 225.000 euro
sport:                 più   77.000 euro

Vuol dire che c’è una sostanziale inefficienza, basata sul difetto di programmazione generale e sull’eccessiva prudenza; qui non se ne fa una “colpa” all’Ufficio di ragioneria che svolge diligentemente il suo lavoro, quanto alla politica che non è in grado di inventare soluzioni, di indicare percorsi nuovi, trincerandosi dietro al “patto di stabilità” - quel patto imposto dalle finanziarie e secondo il quale non si può superare un certo tetto di spesa.

Da anni ormai la politica si trincera dietro questa giustificazione: “E’ la legge, bellezza… E’ il governo di Roma, ma quando ci sarà il federalismo fiscale…”.
Comodo! Come se la politica locale non avesse il polso della situazione, non conoscesse la quotidianità del vissuto dei cittadini e i loro reali bisogni, che da anni chiedono soluzioni: dal traffico all’inquinamento, dalla mancanza di posti negli asili e nelle scuole al problema degli anziani, alla selvaggia occupazione edilizia del territorio.

Ed è ormai da anni che le minoranze segnalano questo squilibrio ed immobilismo, così dichiarato nella relazione ufficiale del rendiconto del 2007: “L’Amministrazione ha dovuto attuare una gestione particolarmente prudente che, in talune circostanze, non ha consentito di utilizzare pienamente le risorse a disposizione”.

No: l’Amministrazione ha “voluto” questa pigra prudenza e ha “acconsentito” a non utilizzare pienamente le risorse a disposizione: quindi non si tratta di fatalismo dovuto a cause esterne, ma di una non-scelta; e quando non si sceglie, non solo si rimane fermi, ma si va indietro e le cifre sopraccitate di “risparmi” a spese dei servizi sociali lo dimostrano.

A riprova di quanto si afferma, la recente vicenda inventata dal Sindaco a base di “sospendo / non sospendo" le deleghe assessorili, “la Giunta è congelata per un periodo di riflessione” e così via, la dice lunga sulle ragioni fondate su come non si spendono i soldi, presi dalle tasse, a favore dei cittadini.

Un anno fa, all’inizio di questa legislatura, l’assessore al Bilancio Fraschini aveva dichiarato che avrebbe messo in atto tutte le possibili azioni per “stressare” l’avanzo e spenderlo a favore dei cittadini, mentre proprio nel bilancio di previsione si confermava l’aumento dell’addizionale Irpef dallo 0,1 allo 0,4 %.

Bell’inizio, vero? Col termine “stressare” s’intende proprio tirar fuori l’inventiva politica delle soluzioni possibili e fattibili, ma finora l’operazione al suddetto Assessore non è evidentemente riuscita, anche per l’elefantiaca  andatura della Giunta che pare non lavorare su obiettivi condivisi, bensì ogni assessore secondo il suo orticello. Chissà che non si riesca l’anno prossimo ad accelerare questa andatura e a darle una meta comune: facciamo i nostri auguri affinchè la “svolta”, annunciata un anno fa, si realizzi a beneficio dei cittadini lissonesi.

Allora che concludere, se non che il Consiglio, ancora una volta, ha mostrato il volto reale di questa Amministrazione: una faccia sia “imbellettata” da opere di immagine che “restaurata” dal cemento: la prima per mostrare quanto si è bravi, la seconda per assecondare chi, dal cemento, trae benefici notevoli, alla faccia - stavolta - di tutti i cittadini.

 
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