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giovedì 29 maggio 2008

"Divide et impera" così dicevano i romani

Il cronista continua la cronaca dell’ultimo Consiglio del 23 maggio, perché proprio durante il successivo Consiglio del 27 Maggio, la Presidente  ha riconosciuto davanti a tutti l’inopportunità del suo intervento e ha chiesto venia dell’accaduto, ripromettendosi di recuperare l’imparzialità del ruolo, con la collaborazione di tutti i consiglieri.

Buoni proposti ed eccelse intenzioni di cui il Listone prende atto ma a cui non dà credibilità ed esprime la sfiducia politica di tutto il gruppo nei confronti della Presidente.
Cosa avventata e posizione preconcetta?
No, cari lettori, perché proprio nel corso dei lavori consiliari la Presidente si è smentita ancora una volta nei fatti, facendo votare ai consiglieri l'opportunità di dare o no la parola al nostro Roberto Beretta per “fatto personale”, previsto dal Regolamento; naturalmente la Presidente ha poi votato contro.
Questo è lo stile della Presidente Emanuela Sironi: arroganza accompagnata da superficialità e da mancanza di buon senso nello svolgimento del ruolo.
A riprova di quanto sopra, il Consigliere Luigi Paganelli ha lasciato la seduta in anticipo,come protesta nei confronti della stessa Presidente che ha deciso, secondo la facoltà datale dal Regolamento, di mettere in coda al consiglio gli interventi per “fatto personale”, di cui lo stesso Consigliere della maggioranza aveva diritto di intervento.

Allora ci si chiede: se nella stessa maggioranza ci sono questi atteggiamenti, ma perché non decide di sfiduciare la Sig.ra Sironi e cercare una persona di miglior livello politico?
Sarebbe un atto dovuto a tutto il Consiglio per il suo buon funzionamento, perché di fatto l’ostacolo non sono le minoranze ma la presidente, che interviene a proposito e a sproposito, prolungando oltre modo le sedute.
Aspettiamo questo atto di coraggio e di rispetto da parte della maggioranza!

L’ordine del giorno presentato dalle minoranze riguardava l’assetto della nuova Multiutiliy Gelsia che gestisce i servizi raccolta e smaltimento rifiuti, acqua e gas: passaggio dalle aziende lissonesi ad una holding comprensiva di altri Comuni della futura Provincia di Monza e Brianza: una scelta votata dal nostro Consiglio Comunale con l’apporto delle minoranze.
Ma che cosa si chiedeva nell’ordine del giorno?
Soprattutto questi passaggi: rivedere il riassetto dei Consigli di amministrazione non secondo poltrone assegnate con prevalenti criteri di appartenenza politico-partitica ma secondo comprovate competenze; portare ai soci delle aziende la richiesta del piano di sviluppo di Gelsia e far presente i costi e la qualità dei servizi per la città di Lissone, alti i primi e scarsi i secondi.
Ordine del giorno in cui si invitava il Sindaco a farsi portatore di queste istanze.

Il dibattito si è snodato su due binari paralleli: quello della maggioranza di natura giustificativa per un assetto ancora in fase di completamento delle nomine in alcuni consigli di amministrazione e quello delle minoranze di natura etica per una visione non spartitoria tra i partiti.
Il criterio della spartizione, contrariamente a quello della competenza, inquina l’efficienza e l’efficacia della gestione della Multiutility e rafforza invece il controllo dei partiti di maggioranza sulle scelte di investimenti e di strategie.
Se il presupposto è che i cittadini sono soci indiretti, tramite i prelievi fiscali, del patrimonio di tutte le aziende confluite in Gelsia, non si vede la ragione per la quale non si debba considerare prioritario il bene dei cittadini rispetto alle convenienze dei partiti.

Prova ne sia la decisione della Giunta di dedicare una via di Lissone a Bettino Craxi.
Che c’entra questo con la Gelsia? C’entra sì, perché la logica è la stessa. Non interessa che il suddetto Bettino Craxi sia stato indagato, processato e condannato ai tempi di Mani pulite e dedicandogli una via si vorrebbe mettere tra parentesi il fatto che questo “leader” sia diventato un “lader” e la Giunta dimostra così quale esempio di senso civico propone ai cittadini di Lissone.
Detto questo, si sottolinea che c’è  uno stretto collegamento tra la spartizione delle poltrone di Gelsia e la spartizione delle vie da dedicare a personaggi del passato: “adesso io non ostacolo la tua richiesta e in seguito tu sostieni la mia”.

A conclusione di questa cronaca si deve trarre una lezione per tutti, in primis per coloro che siedono in Consiglio a rappresentare i cittadini che li hanno votati, e questa lezione è la seguente: affermare, in base a dati statistici ed altro, che i cittadini si allontanano dalla politica, e vi si avvicinino solo al momento delle elezioni, non deve stupire né rammaricare, fin tanto che la politica, a tutti i livelli e tanto più a quello locale, non cambia rotta e continua ad imbrigliare dentro le logiche del potere partitico i posti che contano.

Allora si ammetta sinceramente il detto comune che “chi si mette in politica , lo fa per interesse personale” e si smetta di stracciarsi le vesti e di tacciare di qualunquismo questo giudizio.
Noi del Listone non dobbiamo stracciarci nessuna veste, perché dimostriamo che di interessi propri non ne abbiamo e siamo oggi nei banchi delle minoranze con libertà di pensiero econ profonda attenzione al bene comune, proprio per il senso di responsabilità che ci contraddistingue.

 
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