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- Uno scambio moooolto vantaggioso PDF Stampa E-mail
domenica 26 giugno 2011


Dunque: per mantenere il suo container dei vetri di scarto sul giardinetto pubblico (la cui convenzione è scaduta da oltre un anno), la Cogliati propone uno scambio; il Comune gli cede l’area verde (e in realtà anche quella dove sono collocati la scala anti-incendio e la bussola d’ingresso all’esposizione), l’azienda dà in cambio due aree vicine.

Guardando la tabella presentata da Cogliati, lo scambio sarebbe persino vantaggioso per l’amministrazione: 520 mq ceduti contro 237 mq incamerati.

Ma è solo un trucchetto mal mascherato: in realtà, infatti, le due aree cedute da Cogliati di fatto sono GIA’ comunali!

Guardate la cartina: una (in giallo) è asservita ad uso pubblico come area verde, e per il Comune non cambia assolutamente nulla nell’averla in proprietà, anzi aumentano gli oneri; l’altra (in verde) è sì di proprietà privata, ma sul Piano regolatore è destinata a viabilità...

Dunque: Cogliati in termini concreti non ci perde proprio nulla, siamo noi che “regaliamo” 237 mq di verde!


Cosa fatta, capo ha...

E poi è sempre divertente osservare come, nei documenti ufficiali, i professionisti tendano a tirare l’acqua al loro mulino.
Nelle varie relazioni allegate alla pratica in oggetto, infatti, stanno scritte frasi del tipo:

-      “Dalle documentazioni fornite appare che la variante d’uso e la conseguente permuta di aree richieste presentano un impatto molto basso sull’ambiente”
(infatti: noi diamo un prato, loro un cortiletto in cemento...)

-      “Anzi, poiché l’iniziativa tende a mantenere in essere ciò che è stato autorizzato, l’impatto è praticamente nullo
(peccato che l’autorizzazione sia scaduta da un bel pezzo... E’ come se uno, avendo costruito una casa sulla spiaggia, dicesse che, “siccome vuol mantenere le cose come stanno”, l’impatto sull’ambiente è nullo)

-      “Non esistono di fatto alternative alla localizzazione dell’area per il deposito di rottami di vetro
(risulta invece che la Cogliati abbia in essere una Dia per un ampliamento interno di misura più o meno corrispondente a quella usata per i container)

-      “Nel caso specifico non si tratta di introdurre novità sul territorio, ma di mantenere quanto già c’è
(già: ma c’è in quanto non si è mai voluto toglierlo, nemmeno dopo la scadenza dei termini...)
Addirittura, per giustificare l’opera, si sostiene che eviterà dei problemi, proprio gli stessi che i vicini avevano contestato finora e che l’azienda aveva tenacemente negato:

-      “Il conferimento dei rottami di vetro deve avvenire mediante il trasporto con muletto dall’interno del capannone ed il passaggio sulla pubblica via. Il progetto, con l’apertura di un portone, trasformerà l’atto di conferimento in una operazione tutta interna, senza interferenze con il traffico stradale
(eppure proprio questo è avvenuto per anni, e avviene tuttora regolarmente, e nessuno all’infuori dei vicini pare essersene scandalizzato)

-      “Eventualmente occorre porre attenzione al buon mantenimento della siepe che circonda la piattaforma per la raccolta del rottame di vetro, il cui scopo è... collaborare all’attenuazione dei rumori derivanti dalla movimentazione dei rottami di vetro"
(ah, allora i rumori ci sono!).

 
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