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martedì 21 giugno 2011


Perché questo nuovo Regolamento è un documento col trucco, e sorprende che proprio un "liberale" come Paganelli lo abbia avallato.

Prendiamo l'articolo 46, quello che regola le comunicazioni all'inizio delle sedute: momento temutissimo dalla Giunta e dalla maggioranza, perché vengono regolarmente massacrate dalle opposizioni.
All'apparenza, chi scorre la bozza - divisa in due colonne: a sinistra il testo vigente, a destra la proposta di modifica - non se ne accorge: sembra che non cambi proprio nulla. Invece la modifica è sostanziale: il tempo a disposizione (oggi un'ora) viene ridotto a mezz'ora...

Com'è possibile? In realtà la restrizione è stata già votata in passato da questa maggioranza (e dunque si tratta di una norma "vigente"...), ma poi - di fronte alle nostre vibrate proteste - è stata sospesa; e di fatto oggi non viene applicata. Approvare invece il "nuovo" Regolamento la farebbe entrare subito in vigore.
Per questo Paganelli e la maggioranza insistono tanto affinché le minoranze accettino di discutere (il precedente Regolamento, com'è giusto, è stato accettato all'unanimità!); e per questo noi ci rifiutiamo di sottostare al trucchetto.


Se lo votino loro


Poi, per il resto - al di là di piccole riforme formali o sintattiche e degli adeguamenti ai mezzi elettronici di votazione o di trasmissione dei dati oggi in uso - il "nuovo" Regolamento propone solo un imbavagliamento della minoranza e sorvola sui veri punti che poi creano conflitti nella pratica in Consiglio.

Qualche esempio:

1) non vengono minimamente accolte le richieste che negli organi di controllo e garanzia (come i revisori dei conti) e alla presidenza della Commissione Bilancio vengano posti membri della minoranza: non per una questione di "poltrone", ma perché è assurdo che i "controllati" stabiliscano i loro "controllori"...

2) si diminuiscono i poteri della Conferenza dei capigruppo, cui finora era demandata la stesura dell'ordine del giorno dei Consigli, a vantaggio del più ristretto Comitato di presidenza, dove le minoranze sono meno rappresentate.
Si riduce fortemente (art. 63) la possibilità di presentare mozioni, che prima era consentita a ogni consigliere e adesso ai soli capigruppo con altri 4 consiglieri.

3) non si chiariscono alcune questioni che hanno generato finora molti contrasti di interpretazione, come appunto le convocazioni in due giornate consecutive, oppure la possibilità di ribaltare l'ordine dei lavori a piacimento della maggioranza senza rispetto per quanto stabilito in precedenza, o ancora le regole e le motivazioni per "sconvocare" un Consiglio già convocato.

4) non si stabilisce nulla nemmeno rispetto a certi adempimenti già introdotti nella pratica, come il suono dell'inno nazionale all'inizio di ogni seduta, o altri fortemente auspicati, come la registrazione video (anche per la trasmissione) delle sedute, in modo che chiunque ne possa estrarre copia digitale

Insomma, un Regolamento deficitario e restrittivo, col quale non vogliamo avere niente a che fare.
Se lo vogliono, se lo votino loro. E che tutti lo sappiano.

 
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