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- Una croce sull'ex dirigente PDF Stampa E-mail
lunedì 20 giugno 2011


La dichiarazione è stata fatta dall'assessore all'Ambiente Lino Fossati nell'ultimo Consiglio comunale.

Fossati ha anche spiegato che il 9 dicembre scorso è intervenuta l'Arpa (l'Agenzia ambientale della Regione) la quale durante un "sopralluogo ispettivo-visivo" ha constatato come il cumulo fosse composto di "terra di risulta frammista di ghiaietta e pezzetti di mattoni" e disponeva l'effettuazione di un carotaggio fino a due metri sotto il livello originario di campagna.
Il Comune ha detto di aver attivato tale procedura, ma sostiene di... non avere i soldi per compierla!

L'assessore Lino Fossati, mandato avanti come un capro espiatorio, ha anche fatto il nome del responsabile: "La vicenda - ha detto - era seguita dall'allora dirigente ai Lavori pubblici Antonio Guglielmi (già implicato nella faccenda del terreno occupato al Bosco urbano, vedi "L'asinello del dirigente"). All'epoca la custodia del luogo spettava a lui".
Già. Ma adesso Guglielmi è in pensione: qualcuno gli avrà chiesto spiegazioni, oppure no?


Il sindaco sepolto


Ambrogio Fossati non ha poi voluto perdere l'occasione per fare la sua ennesima dichiarazione suicida, tentando di tracciare una indifendibile linea di difesa: "Forse - ha detto - il dirigente voleva semplicemente fare delle collinette per le mountain bike. Guardate la collinetta di San Siro a MIlano...".

Che cosa???? Mille camion di terra "sporca" depositati su proprietà comunale per le mountain bike????
Ma il sindaco crede che i lissonesi siano tutti deficienti?

Se proprio volevano fare le montagnette, perché non l'hanno dichiarato subito? Sarebbe stata anzi un'opera pubblica di cui vantarsi...
E perché ci hanno seppellito sotto oltre 120 alberi? (sempre il sindaco - mentendo spudoratamente perché esistono le foto e le abbiamo anche pubblicate su questo sito, vedi "Ecco che cosa c'era sotto"- ha dichiarato che si trattava solo di "50 piante di scarso pregio, messe sul perimetro dell'area, e 5 o 6 saranno finite sepolte").

Ancora. Fossati ha sostenuto che la terra è di provenienza comunale, ovvero deriva da qualche opera pubblica: chiaro e maldestrissimo tentativo di far intendere che il materiale è "pulito", che non è stato fatto alcun "favore" a dei costruttori privati che avrebbero altrimenti dovuto pagare salato per depositarlo in una cava certificata.
Solo che deve dirci quale recente opera pubblica a Lissone abbia richiesto degli scavi così imponenti, 23.000 metri cubi: forse piazza Libertà?

Infine, Fossati ha fatto intendere che nessuno ne sapeva nulla, era un'idea del dirigente - e ancora una volta abusa dell'intelligenza dei suoi cittadini: i dirigenti fanno determinazioni persino per comprare le matite degli uffici, vuol farci credere che per un fatto di questa portata nessuno ha scritto nulla? E allora dov'è il documento?

Morale: il sindaco non vuole fare chiarezza, e capiamo bene perché.
Perché quella è la montagna sotto la quale finiranno sepolti lui, i suoi dieci anni di amministrazione e forse anche tutta la Lega lissonese.



E non finisce qui!


Che la faccenda sia grossa come una montagna e imbarazzante, del resto, l'ha fatto capire tutta la gestione dell'affare.
La nostra interrogazione era del 24 gennaio e - in spregio ai regolamenti - non abbiamo ancora avuto risposta scritta: nessuno ha osato prendersi la responsabilità di firmare una riga.

L'interrogazione era indirizzata al Sindaco, l'ordine del giorno portato in Consiglio indicava come relatore l'assessore Volpe, ma alla fine la croce l'ha portata il solo Lino Fossati.
A parecchie delle domande da noi poste non è stata data poi alcuna risposta, nemmeno verbale.

E' chiaro che andremo avanti, andremo a fondo: abbiamo già chiesto tutta la documentazione e ribadito la nostra interrogazione.
Come dice Gerry Scotti prima della pubblicità: e non finisce qui!

 
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