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lunedì 04 febbraio 2008

Una nave che perde la rotta


Il Consiglio Comunale di venerdì 1° febbraio 2008 è stato sospeso al momento di discutere il primo degli argomenti all’ordine del giorno – Comunicazione delle variazioni di bilancio relative al secondo semestre 2007- ed ha evidenziato la carenza di guida e di imparzialità da parte di chi ha il ruolo di  far seguire alla nave una rotta ben precisa: la rotta del dialogo politico, della dialettica e della diversità di opinioni.
Il fatto è grave e ha prodotto una ferita non solo al Consiglio intero, ma alla città di Lissone, mostrando la sua debolezza e mettendo a nudo l’insofferenza e il fastidio verso le minoranze nell’esercizio di controllo e di verifica dell’operato di questa amministrazione.
Niente di più facile che rimpallare la responsabilità all’uno o all’altro degli schieramenti e in questo rimpallo si va cercando il capro espiatorio.
Il cronista vede nella nave, esempio di facile interpretazione, alcuni aspetti su cui riflettere e ai quali mettere mano, come in un cantiere, perché la falla non si allarghi e mandi a fondo questa nave.

Il primo aspetto riguarda il Regolamento del Consiglio e la sua applicazione.
C’è un Regolamento la cui finalità è simile a quella del quadrante di una bussola che indica la direzione della rotta da tenere, ma se il comandante della nave non la  tiene sott’occhio e non ne  segue le indicazioni, la nave viaggia alla cieca, a zig-zag, a seconda dei marosi e dei venti.
Per uscire dall’esempio, questi marosi o venti sono coloro che impropriamente e al di là dei loro compiti istituzionali suggeriscono e influenzano le decisioni del Presidente del Consiglio.
Ultimo fatto è quello del Direttore generale che, proprio relativamente all’ordine del giorno di cui sopra, ha perentoriamente affermato che non era da sottoporre alla discussione dei Consiglieri.
Seguire questa indicazione, come è successo, ha fatto sbandare pericolosamente la nave e il suo comandante ha perso il controllo della stessa, ha rinunciato all’autorevolezza del suo ruolo, ha messo i panni del mozzo… e la nave è stata sballottata di qua e di là.
Ma ci sono stati altri esempi simili quando, dai seggi più vicini al Presidente del Consiglio, vicini non solo fisicamente ma politicamente, sono arrivati ordini di inversioni di rotta sia per non dare la parola all’uno o all’altro dei Consiglieri di minoranza, sia per portare in Consiglio argomenti non concordati con i Capigruppo, sia per accondiscendere a degli accordi presi al di fuori del Consiglio stesso e si potrebbero citare tanti altri fatti….
Resta il fatto che il Regolamento non è la bussola vera, è un pezzo di carta. Magari superata… ma un pezzo di carta.

L’altro elemento necessario per guidare questa nave, compito di certo non facile ma di alto valore istituzionale, sono gli uomini e sappiamo che sono gli uomini che fanno la differenza quando mettono in campo le loro potenzialità, la capacità di mediazione, le intuizioni.
E’ da tempo che si vuole l’autorevolezza e non l’autorità del ruolo: questo la maggioranza lo sa bene, e ne è cosciente quanto ne è preoccupata la minoranza nel suo insieme.
Il cronista non dà giudizi sulle persone in quanto individui, ma prende atto che le persone scelte a ricoprire questi ruoli devono essere considerate “al di sopra” e non una estensione di chi governa… Non devono esserela “longa manus” di coloro che non rivestono il ruolo di guida del Consiglio, ma che nei fatti e nelle anticamere schiacciano il telecomando per mandare in onda il palinsesto già confezionato del programma.
E’ a beneficio di tutti, del Consiglio nel suo insieme, delle scelte strategiche e delle indicazioni politiche per la città, che non si vuole lo “yes man” (il semplice “signorsì”), ma un Presidente imparziale, ineccepibile, fermo e convinto delle decisioni.
Ammettiamo errori di percorso - e chi non li fa nella vita?- ma non ammettiamo che gli errori siano una costante e quasi una ricorrente abitudine.

Allora, ritornando a questa nave “ferita” e bisognosa di andare in cantiere per una messa a punto, ci si aspetta che la maggioranza rifletta su quanto è successo e non si trinceri dietro al fatto che le minoranze sono sempre ostative e "pretestuose", che le minoranze non hanno a cuore la città ecc…ecc…
Tutto ciò non è vero: queste minoranze hanno votato il piano del diritto allo studio, hanno portato alla città, in accordo con la maggioranza, il passaggio dal diritto di superficie al diritto di proprietà, hanno proposto una mediazione nella famosa notte del PII dell’Uovo.
Non solo, è ancora valida la proposta di un Consiglio Comunale che discuta e si confronti a viso aperto, e non a “schiaffi” politici che fanno solo male  alla politica, sui valori di legalità, sull’etica pratica di noi tutti che occupiamo un seggio che non è “nostro” ma dei cittadini che ci vogliono vedere seduti lì per loro, per il loro interesse  e non per il nostro.

In conclusione: siamo anche noi coscienti e disponibili a partecipare a questa opera di messa a punto della nave, secondo i nostri ruoli e le nostre visuali; se non vogliamo che la nave vada ad incagliarsi, mettiamoci tutti mano perché in futuro non si torni a casa con l’amarezza di stare su una nave in balìa del mare.

 
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