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giovedì 29 novembre 2007

Bilancio: specchio della maggioranza


La seduta del 26 novembre, dedicata all’approvazione dell’assestamento di bilancio 2007 e alla variazione revisionale e programmatica 2007-2009, si preannuncia per il cronista come una serata di cifre, di interpretazioni di tabelle, di riferimenti e di aggiustamenti: tutto in nome della matematica, madre di operazioni che abbiamo cominciato ad imparare nei primi anni di scuola…..
Quindi discussione poco politica e molto “ragionieristica”?

No, cari lettori, perché il cronista ha intravisto dentro e dietro alla documentazione lo specchio in cui la maggioranza riflette la sua immagine.
Si potrebbe descrivere sia lo specchio (come è fatto, le sue dimensioni, la sua cornice ecc…) sia l’immagine, ma la scelta è quella di descrivervi l’immagine, perché ci interessa guardare, attraverso lo specchio del bilancio, gli elementi principali che compongono la faccia della Giunta e della maggioranza.

La faccia truccata
Il trucco non è un’invenzione di oggi, anche se oggi tutti soccombiamo alle esigenze di apparire migliori di quello che siamo, e quindi anche la politica ha il suo set di trucchi.
La recente campagna elettorale della maggioranza è il primo “fondo tinta”:
meno tasse, più servizi ai cittadini, propulsione allo sviluppo dell’industria, del commercio e dell’artigianato locali, piste ciclabili,  attenzione alla popolazione scolastica,  ai giovani, agli anziani ecc….
Però dietro il fondo tinta, il bilancio presentato in Consiglio mette in conto ai cittadini:

1)  ben 755 mila euro per pagare due ricorsi legali (i cosiddetti “lodi arbitrali”) persi dal Comune, che si riferiscono alla Biblioteca e a Palazzo Terragni.
Il fatto di aver perso queste due cause è responsabilità dei cittadini lissonesi?
Il Listone risponde di no
e sostiene che questi soldi avrebbero potuto essere risparmiati e investiti proficuamente in servizi. Anche se l’assessore alla partita ha fatto un’operazione tecnico-finanziaria per mettere fine a possibili errori di precedenti amministrazioni (ma sempre di questa maggioranza), questo non esime dall’approfondire i meccanismi del contenzioso, le modalità per le quali si è dovuti ricorrere al giudizio legale e le responsabilità all’interno della macchina comunale.
Tutti questi aspetti esigono delle risposte che devono essere date ai lissonesi.
Allora è necessario togliere il "fondo tinta" e vedere la faccia “al naturale” di chi ci ha governato e ci sta governando.
Nelle prossime puntate delle Cronache il cronista avrà cura di aggiornare questo restauro della legalità e della trasparenza, senza nessuna caccia alle streghe.

2)  L’aliquota IRPEF resta dello 0,4% anche per il 2008. Ci si chiede il perché di questo aumento a fronte di un bilancio fortemente positivo e con entrate di 6 milioni di euro da permessi di costruzione. Le minoranze avevano già posto il problema e proposto la diminuzione dell’IRPEF, ma la maggioranza sceglie di incassare e ingrassare ulteriormente il bilancio comunale.

La faccia obesa
A questo punto, la maggioranza non ha solo una faccia truccata ma anche obesa e l’obesità può essere causata non solo da un eccesso di cibo, ma anche da una disfunzione ormonale. Tra le maglie delle cifre, dei numeri e delle tabelle è la disfunzione delle scelte politiche la causa dell’obesità.
Mi spiego con alcuni fatti. Non si vede alcuna spesa significativa per i servizi primari  della città: bus navetta che colleghi i punti nevralgici, parcheggi nell’area stazione ferroviaria, critica per l’accesso dei pendolari che vanno a lavorare a Milano, costruzione di un nuovo asilo nido di cui molte famiglie lamentano la carenza, creazione di piste ciclabili (non certo come quei tratti di Viale della Repubblica dove ci sono megamarciapiedi sui quali non si vede l’ombra di un pedone e delle mini piste ciclabili nemmeno protette).
A fronte di queste carenze, dove si vanno allora a spendere i soldi?
Nel rifacimento dello scalo merci (360mila euro),  a favore della cultura museale, nonché nella programmazione di ampliamento della Pinacoteca (1 milione di euro) nel bilancio di previsione triennale.
E qui ritorna ormai l’ironico – ma non poi tanto - “giocattolo” (cioè la Pinacoteca-Museo), verso il quale il Listone non ha pregiudiziali culturali e tanto meno personali nei confronti dell’assessore competente.
Si ribadisce la contraddizione della scelta politica di insistere negli investimenti per la crescita del “giocattolo”, una bella faccia obesa, lasciando rachitiche altre parti essenziali del corpo della città.

Il cronista non va oltre e rilancia ai cittadini questa riflessione.
Nell’intervista de “Il Cittadino” della scorsa settimana – Brianza vista  dall’alto - il nostro primo cittadino si rammarica delle incomprensioni politiche e si augura un periodo di maggiore e più produttiva tranquillità tra maggioranza e minoranze, per una crescita e uno sviluppo di Lissone.
Su questo non c’è alcun dubbio, ma bisognerebbe mettersi d’accordo su cosa e come si intendono la crescita e lo sviluppo.
Per il Listone non certo nell’approvazione di tutti i Piani integrati di intervento, nemmeno nella commistione tra edilizia residenziale e produttiva – qui si ribadisce la priorità della discussione del famoso PGT (Piano di governo del territorio) e ancora nel vuoto di un piano viabilistico.

L’immagine riflessa nello specchio del Bilancio appena approvato, non è certo quella di un governo in buona salute, ma piuttosto deformato dalla malattia della quantità-espansione.
Chissà che non si trovi il rimedio politico per togliere un po’ di trucco e per prescrivere una dieta adeguata perché questa nostra città non vada incontro allo scompenso.
Fa bene guardarsi allo specchio, se si vuole poi mettere mano alla propria immagine.

 
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