scusate_se_e_poco.gif

Home arrow Cronache dal Consiglio arrow -- Consiglio comunale del 16 Novembre 07
-- Consiglio comunale del 16 Novembre 07 PDF Stampa E-mail
mercoledì 21 novembre 2007

Uomini, fatti e trasparenza


Gli ordini del giorno dell’ultimo Consiglio erano principalmente due, connessi tra loro.

Il  primo: limitazione del numero (da 5 a 3) dei componenti dei consigli di Amministrazione delle società partecipate degli enti locali cioè, per Lissone, ASML Spa e ASML Investimenti.
Questa limitazione è la conseguenza di una apposita legge nazionale e, gioco forza, bisogna adeguarsi con l’intento apprezzabile di ridurre i costi della politica.
In questo senso, le minoranze hanno presentato una mozione che chiedeva il congelamento dei compensi per i  futuri componenti “ridotti”, altrimenti non si riducono i costi.
A questo punto la maggioranza ha chiesto la sospensione del Consiglio per pochi minuti ed è risaputo che, quando  una forza politica chiede questo, significa che la posta in gioco è importante. La proposta della maggioranza è stata di accogliere la mozione non come “emendamento” da inserire nella delibera, ma come “raccomandazione” del Consiglio, raccomandazione di cui si farà portatore alle assemblee delle aziende il nostro Sindaco.

Il secondo: progetto “Multiutility” che è l’aggregazione delle aziende che erogano gas, acqua, elettricità tra i cinque Comuni di Lissone, Seregno, Desio, Cesano Maderno e Seveso.
E’ un processo di aggregazione, le cui linee di indirizzo devono avere l’avvallo del Consiglio.
Certamente le mutate condizioni nazionali ed internazionali in questo settore portano a ripensare gli obiettivi, l’organizzazione e le strategie delle nostre aziende, nate molti anni fa, come aziende “di casa”. Oggi le dimensioni evolvono da quelle localistiche a quelle provinciali, nazionali e anche internazionali: insomma bisogna essere sul mercato in modo competitivo e perciò trasformarsi in un gruppo industriale, in “società operative di business”.

Qualche riflessione.
Questi i due fatti che i Consiglieri hanno valutato e votato, ma i Consiglieri sono uomini.
E allora che c’entra la trasparenza? Dall’esperienza di ognuno sappiamo che la nostra esistenza è intessuta di azioni, decisioni che non sono asettiche, assolutamente pure da scorie: noi stessi siamo in parte opachi e in parte trasparenti, perché così siamo fatti e così è la storia degli uomini.
Per tornare ai fatti sopraccitati, le decisioni consiliari sono politiche e  anch’esse ambivalenti, cioè soggette al gioco tra opacità e trasparenza, ed è proprio qui che la politica esprime la sua forza nella capacità di far prevalere la trasparenza rispetto alle opacità.

Applicando questa idea  di politica a quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio, è evidente che la nostra mozione era un atto forte di trasparenza nei confronti dei cittadini, trasparenza di cui la maggioranza non ne ha negato il valore, ma annacquato la portata, l’incisività. Iin poche parole, raccomandiamo l’intento morale del Consiglio, ma che, in pratica, potrebbe voler dire, da parte dei soci delle aziende: non congeliamo i compensi dei componenti i consigli di amministrazione.
Nel secondo caso è l’opacità politica che prevarrebbe.

Quanto al progetto di costituire un gruppo industriale sovra-comunale, le perplessità nel gioco opacità/trasparenza stanno nel termine “business” che si collega ai termini e alle logiche di concorrenza commerciale, di affari da gestire, di investimenti di quote capitali... con il rischio di perdere di vista l’obiettivo fondamentale dell’erogazione di servizi essenziali e della loro qualità territoriale a favore dei cittadini.
In fase di votazione, il gruppo del Listone non ha votato compatto ma ha espresso singole valutazioni, proprio in ragione della difficoltà di capire quanto questo progetto di “Multiutility” miri più al mercato che al servizio. Aver votato, al nostro interno, in modo diverso non è stata una debolezza, bensì l’espressione della libertà e della responsabilità dei singoli.
Si vedrà se l’equilibrio tra il maggior potere del mercato (opacità insita in queste operazioni dall’alto) e miglior servizio ai cittadini (trasparenza verificabile dal basso) avrà successo
. Diversamente anche qui la politica ha percorso la strada dell’opacità.

Da ultimo, il capogruppo del Listone ha presentato una interrogazione/proposta per un Consiglio Comunale, a porte chiuse, per aprire un dibattito sulla legalità e sull’etica politica.
Perché? In questi ultimi mesi sono avvenuti diversi episodi di scarsa trasparenza, di dubbia legalità, di interventi partitocratrici che coinvolgono in maniera diversa persone che occupano ruoli istituzionali.
Alla fine del suo intervento, si è percepito nell’aula un momento di silenzio, carico di dubbi e di perplessità, tra l’altro giustificate dalle domande non espresse : Che cosa vuole? Dove vuole arrivare? Ci si mette a fare dei processi alle persone? Quali sono i confini tra il personale e l’istituzionale?
Anche il Capogruppo ha usato parole e toni nell’equilibrio tra opacità e trasparenza perché la tematica è complessa e non certo facile da gestire.
Ma sono le motivazioni portate quelle che giustificano il suo intervento.
L’esercizio del potere, a tutti i livelli (Consiliare, Giunta, Maggioranza e Minoranze), non è esente dal pericolo (e si ritorna all’opacità) di collegare questo esercizio di potere ad “affermazioni e privilegi personali” e a tattiche di “espansioni clientelari” dalle quali nessuno può essere esentato e, appunto per questo, c'è l’urgenza politica di tracciare un solco in cui riportare la responsabilità politica alle origini dei principi di legalità, al senso etico dell’agire dell’uomo e dell’uomo politico (e si ritorna alla trasparenza).
Non si tratta né di sottostimare né di sovrastimare i fatti ma di riflettere sul proprio modo di esercitare un potere conferito dagli elettori e per gli elettori.
E’ una sfida questa che, se capita nelle motivazioni, può essere fatta propria da tutto il Consiglio per affermare la prevalenza della trasparenza quale propulsore delle decisioni e delle azioni che si prendono.

Un governante ateniese, criticato dai suoi cittadini per l’asprezza delle sue parole, rispose: “ Non state a guardare se le mie parole non sono a voi piacevoli, ma se le mie parole lo sono senza avvantaggiarmi e senza farlo nel mio interesse.”

 
< Prec.   Pros. >
© 2019 Il Listone - Lissone
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.