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lunedì 12 novembre 2007

Contraddizioni politiche e interessi

L’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio è stato di ordinaria amministrazione per approvare convenzioni a cui anche il nostro Comune deve attenersi.
Allora che cosa può raccontare il cronista?
Il cronista è rimasto stupito delle comunicazioni e delle interrogazioni che precedono la discussione dell’ordine del giorno, perché, questa volta, sono emerse posizioni politiche contraddittorie da una parte e valutazioni superficiali dall’altra.
Cominciamo dalle contraddizioni.

La prima
riguarda la celebrazione  della caduta del Muro di Berlino nel quale alcuni Consiglieri di Alleanza Nazionale non hanno esitato a vedere il valore storico dello sbriciolamento del regime comunista, regime che ha sollevato l’umanità dall’obbrobrio e restituito la libertà a centinaia di milioni di persone oppresse.
Bene, la storia procede secondo fenomeni a cui noi tutti assistiamo e di cui prendiamo atto: la storia non si ferma e a noi resta il compito di leggerne l’evoluzione. Quindi è caduto il nemico di sempre… ma – e qui sta la contraddizione - si va cercando un nuovo nemico contro cui combattere e al quale addossare colpe, talvolta reali, come quelle delle cronache del massacro di una donna da parte di un cittadino rumeno.
Questo nuovo nemico sono gli stranieri!
Allora bisogna costruire un altro muro… oltre a quelli già eretti in Israele e nel Messico!
L’idea è del nostro Sindaco che si rammarica dell’invasione degli stranieri dell'Est, che bisogna fermare e rinchiudere con un nuovo muro. (Non ci bastano i marocchini ecc…ecc…??)
E’ bizzarra questa idea perché va di pari passo la frenesia cementificatoria di questa Amministrazione, solo che, per fortuna, non è  in suo potere di erigere muri in Lissone.
Sarà l’abitudine a costruire ovunque che  offusca la mente e se ci si abitua a pensare solo in termini di metri cubi, la mente politica si atrofizza.
Ma capite bene che, nella stessa maggioranza, i muri sono occasioni di valutazioni contradditorie.
Tutto ciò fa trasparire la miopia nei confronti del fenomeno mondiale dell’immigrazione, l’ignoranza o la dimenticanza storica dei nostri immigrati italiani d’inizio secolo verso gli Stati Uniti che venivano relegati per quaranta giorni (in quarantena) su un’isola e sottoposti a controlli che non hanno niente da invidiare a quelli attuali. E questo è solo un esempio, senza citare quelli dell’emigrazione italiana verso altri paesi europei.
Chiedo al nostro Sindaco: lo sa che cosa fa il Comune di Desio nei confronti degli stranieri? Non parla certo nostalgicamente di “muri” ma mette in atto collaborazioni ed iniziative mirate alla gestione e all’integrazione degli stranieri sul suo territorio. Questo Comune è retto da una Amministrazione della Casa delle Libertà e, da questo, caro Sindaco, ci sarebbe da imparare!

La seconda contraddizione è nell’ambito della cultura, cosa che viene a galla da un po’ di mesi a questa parte in diversi Consigli Comunali, soprattutto a seguito di interrogazioni da parte del nostro Listone.
Come cronista, cercherò di essere obiettivo e di sgombrare il campo dal mettere delle “etichette” sulle persone, pericolo in cui facilmente  ognuno di noi può incorrere e: mi spiego.
Non c’è nessuna intenzione di etichettare l’Assessore Ronchi, alla quale riconosciamo il valore e l’impegno nel pensare, organizzare iniziative di un certo spessore culturale, come Assessore di parte. D’altronde non voglio nemmeno etichettare il nostro Roberto Beretta, Consigliere del Listone, di essere “rompiscatole” e non è una difesa di parte.
Ciò premesso, nell’ultima interrogazione, il significato politico dell’intervento stava proprio nella contraddizione tra il suddetto riconoscimento all’Assessore Ronchi e la pochezza culturale di Miss Padania. Forse che, sull’onda dell’impero romano, bisogna dare, costi quel che costi, “panem et circenses” ai cittadini lissonesi? Come dire: organizziamo anche divertimenti di bassa lega così accontentiamo tutti?
Allora viene il dubbio che l’Assessore debba qualcosa anche alla sua parte politica e questo modo di
ragionare e agire è stridente. In più c’erano soldi pubblici (che vengano dalla Provincia e dal Comune), ma sempre di soldi pubblici si tratta, per finanziare un evento targato “politicamente”. Cosa di non poco conto, anche se di pochi (!) euro.
Il Listone è solidale col Consigliere Beretta, non tanto perché sta nei banchi della minoranza, ma perché valuta l’operato della Giunta e dei suoi Assessori secondo la misura del miglior bene per il maggior numero di cittadini lissonesi.
Non credo che l’Assessore Ronchi abbia avuto, nel caso specifico, questa misura, visto che ha affermato che in futuro riproporrà la manifestazione di Miss Padania.

L’ultima osservazione è l’ironica affermazione dell’Assessore circa il contrappeso politico del Consigliere Zagari che compensa le superficiali “uscite" dei suoi colleghi Consiglieri.
Mi spiace contraddirla: pur riconoscendo al Consigliere Zagari l’esperienza e il valore che riveste al nostro interno, ribadiamo che noi non siamo “bamboccioni” della politica locale, ma cittadini seriamente impegnati in Consiglio con la libertà, la responsabilità e la franchezza di chiedere conto a chi governa di come e per chi vengano spesi i soldi dei cittadini.
Anche qui la contraddizione tra l’”aplomb” dell’Assessore e l’”interesse” di parte non può non sfuggire.

In conclusione, le contraddizioni vanno insieme agli interessi.
Costruiamo nuovi muri :
  - per star bene nella nostra “cittadella”, senza alcun sforzo di pensiero e di azione
  - per non modificare le nostre abitudini di vita
  - perché gli stranieri stiano a casa loro
Facciamo cultura interessata:
  - per accontentare gli sponsor politici
  - per avere consensi oggi e domani

 
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