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Perchè la rubrica "Cronache dal Consiglio"
lunedì 03 settembre 2007

Perchè la rubrica "Cronache dal Consiglio" 

I fatti e gli avvenimenti sono la trama della vita personale e sociale fin da quando gli uomini hanno raccontato la loro storia in forme diverse, da quelle tramandate oralmente a quelle scritte. Il tessere la trama non è un esercizio letterario fine a se stesso ma è un bisogno tipicamente umano di lasciare delle tracce del suo stare nel mondo, di incidere dei segni leggibili della sua presenza.
Senza memoria non sapremmo spiegarci  il come e il perchè di ogni tempo e le future generazioni non avrebbero riferimenti dove scoprire le proprie radici.
Ci si chiede spesso quando l’”umanità” ha avuto i suoi inizi e una delle risposte è proprio quella della tracciabilità e della lettura dei segni, così come il mondo animale tramanda la memoria della sua presenza e dei suoi passaggi cruciali nell’attività della caccia. Ma, a differenza del mondo animale, gli uomini non solo lasciano le loro tracce ma le interpretano e inventano la tecnica della memoria. La parola e lo scritto sono le due tecniche umane che creano la storia e gli esempi sono molteplici: dal cantore delle gesta, dai primi dialoghi dei filosofi greci al menestrello medievale, al monaco intento sul suo scrittoio, fino all’attuale rete di internet che mette tutti gli uomini in comunicazione in tempo reale.
Ma tutto questo preambolo per le cronache del Consiglio Comunale di Lissone, una città tra le tante della Brianza che noi conosciamo ma non certo tutto il resto del mondo? E allora ne vale la pena?
Credo di sì perchè la nostra storia è anche qui e a Lissone noi conserviamo i ricordi dei nostri nonni, noi costruiamo la nostra vita, quella dei nostri figli. Le radici sono qui e ora.E ancora, ma la vita a Lissone non è solo il Consiglio Comunale. Che c’entra la politica locale quando mi trovo in coda al mattino appena uscito di casa, oppure quando fatico a trovare degli spazi verdi per portare a passeggio i miei figli o i miei vecchi, quando mi arriva la bolletta dell’acqua e del gas o dell’Ici e dell’Irpef, quando mi accorgo che improvvisamente ci sono delle gru e altri marchingegni che scavano e costruiscono, quando sono preoccupato per il posto all’asilo nido per mio figlio, quando non riesco a dormire la notte per il baccano, quando devo chiedere il favore di portarmi in macchina alla stazione o all’ospedale a trovare un parente, quando la mia attività produttiva e commerciale non va tanto bene e forse devo pensare di chiudere o di trasferirmi.
Insomma questa litania non finirebbe mai.... e poi sono affari miei, problemi che mi devo risolvere.
Ma non è così, perchè ci sono 20 persone che siedono in Consiglio comunale, un Sindaco e dieci assessori che di tanto in tanto si riuniscono e decidono che va bene fare le code, pagare alte tasse, vivere faticosamente, costruire tante case ecc...Ma gli altri dieci Consiglieri che sono definiti minoranza che cosa ci fanno in Consiglio?
C’è stato nella storia un certo signor Socrate che passeggiava nella sua città e di tanto in tanto si fermava nella piazza principale e cominciava a chiedere ai suoi concittadini come andava, se erano soddisfatti e poi spiegava che cosa decidevano i governanti della città e questo povero signor Socrate, a forza di spiegare, ha fatto una brutta fine perchè ha dovuto avvelenarsi prima che lo facessero i suoi governanti.
Noi abbiamo queste notizie perchè qualcuno ha scritto, ha lasciato le tracce della sua attività.
Ecco, noi Consiglieri della cosiddetta minoranza siamo i Socrate di oggi, di Lissone che vogliono passeggiare nella città, chiedere agli altri come va e spiegare che cosa si decide nel “palazzo”. Però non vogliamo auto-avvelenarci prima che lo facciano altri e, a scanso di eventuali eliminazioni “politiche”, scriviamo le cronache del Consiglio, della Giunta che governa.
Queste cronache sono i fili della trama di Lissone. Se guardate un tappeto dal davanti ne vedete il disegno che può piacere o meno; provate a girare il tappeto e dietro c’è un intreccio tale di fili che rimane sempre nascosto.
Le nostre cronache vogliono far vedere non solo la parte visibile ma anche quella non visibile del tappeto, perchè quest’ultima spiega meglio se il tappeto piace o non piace. I cronisti possono essere tanti: noi consiglieri, voi del Listone, altri cittadini che vivono la quotidianità, quei cittadini che assistono là dove si fa la tessitura (il Consiglio comunale).
Queste cronache saranno la memoria locale perchè non ci si dimentichi di chi decide quando e come la vita della città si sviluppa.

 
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