scusate_se_e_poco.gif

Home arrow Cronache dal Consiglio arrow -- Consigli comunali del 27 e 28 Settembre 07
-- Consigli comunali del 27 e 28 Settembre 07 PDF Stampa E-mail
mercoledì 03 ottobre 2007

Riqualificazione o spartizione nel Contratto di quartiere LS1 ?

Due Consigli comunali come fine settimana! Sono le sorprese di questa Amministrazione perché ci sono sempre i termini delle scadenze degli argomenti: il primo sulle variazioni di bilancio relative alle attività 2007 e il secondo i finanziamenti della Regione di 16 milioni e 200mila euro, più l’Aler per oltre 3 milioni, più i privati per 19 milioni e il Comune 2 milioni e 351mila euro.
Davanti a queste cifre è da irresponsabili rinviare ancora la ratifica dell’accordo di programma, come richiesto dalle minoranze le quali sono, a parere della maggioranza, ostruzioniste a priori.
Ma non è così, perché questa maggioranza ha l’abitudine di motivare molti argomenti messi in agenda in questo modo:

1) le  improrogabili scadenze: ma allora perché la Giunta precedente ha avuto ben tre anni di tempo (dal 2004 a marzo 2007) su questo contratto di riqualificazione e le minoranze non possono avere qualche giorno in più per approfondire la documentazione e esprimere le loro valutazioni?
Non solo, ma anche il bilancio e le connesse attività sono da approvare entro la fine di settembre di ogni anno e lo stabilisce una legge nazionale del 2000. I nostri Amministratori sono così pressati da dover “giocare” spesso in contropiede oppure sono così astuti da metterci davanti al dilemma “non è colpa nostra, ci sono le scadenze”?

2) le scelte della precedente amministrazione: certo non c’entra questa nuova amministrazione (ma è proprio così nuova se diversi Consiglieri di maggioranza e diversi assessori di Giunta sono gli stessi di prima?) oppure non è la giustificazione della favola della volpe che, non riuscendo a prendere l’uva, si giustifica dicendo che l’uva non è ancora matura? Insomma è sempre “colpa” di qualcun altro, comprese le minoranze che non capiscono l’urgenza di deliberazioni per il bene della città.

3) il regolamento del Consiglio: insomma, bisogna attenersi alle regole stabilite e via allora alle interpretazioni ed applicazioni di queste regole, al fabbisogno della maggioranza

Queste motivazioni sono ricorrenti e sono il contesto dei Consigli comunali.
Chissà che un Presidente di Consiglio comunale non si ricordi della volpe e dell’uva, e non stia al gioco del contropiede e delle presunte frettolosità, se veramente crede all’imparzialità della sua carica nei confronti di tutte le componenti consiliari.

Fatta questa premessa, le minoranze, ad eccezione della lista “Per Lissone”, hanno votato: NO AL CONTRATTO DI QUARTIERE. Per dovere di cronaca, qualcuno della maggioranza si è astenuto dal voto.
Il cronista sente l’obbligo morale di spiegare ai cittadini, ai residenti del quartiere LS1 le ragioni di questo NO.
Le nostre liste civiche hanno sempre affermato che il bene dei cittadini è l’obiettivo primario delle scelte politiche ed amministrative e non gli interessi corporativi. Ma allora la riqualificazione del quartiere non è per il bene dei cittadini residenti e della città tutta?
Altra perplessità: allora chi dice che i politici sono tutti uguali, quando vanno al potere, ha ragione?
Rispondo a questi interrogativi.

La  convenzione Comune-Aler (Ente regionale edilizia residenziale).
Questa convenzione è un’alleanza in cui i due Enti si assumono responsabilità specifiche. La memoria storica di questi ultimi 30 anni dimostra quanto poco l’Aler si sia fatta carico della gestione edilizia e amministrativa del quartiere LS1. Esempi: interventi edilizi insufficienti o quasi inesistenti che hanno portato all’attuale degrado; richieste dei residenti spesso dilazionate e disattese; mancanza di controllo e accettazione di abusivismo e di morosità di una parte di residenti a scapito di altri residenti legalmente corretti; entrate finanziarie dagli affitti di cui non si sono visti gli effetti di investimenti nel quartiere.
Che senso ha un ordine del giorno presentato dalla Lega in questo Consiglio, in cui si chiede all’Amministrazione comunale che “prima di procedere alla posa della prima pietra venga sanata la situazione di abusivismo", quando è noto a tutti che l’abusivismo nel quartiere è un problema annoso che la precedente Amministrazione non ha mai voluto risolvere, nonostante i proclami dell’Assessore Volpe, proclami nuovamente sbandierati? Si vuol rassicurare la gente circa la sicurezza e la legalità, ma poi le azioni per ottenerle non si attuano!
Pochi esempi ma significativi per capire che rinnovare una convenzione con l’Aler vuol dire inaffidabilità, ripetizione di errori passati ecc…
La scelta di questa Amministrazione di continuare con l’Aler non è certo garanzia di successo della riqualificazione.

Intervento edilizio, non riqualificazione
Non bisogna confondere le due parole che hanno, ognuna, un significato. Se si vuole contrabbandare per "riqualificazione" un massiccio intervento edilizio (40 milioni di euro), non si venga a mescolare le carte: se è pur vero che la ristrutturazione edilizia influisce sugli aspetti sociali e relazionali dei residenti del quartiere, è altrettanto vero che questa ristrutturazione edilizia è funzionale alla riqualificazione sociale: qui si vuole invertire il fine con i mezzi.
Mi spiego: se il fine è la riqualificazione sociale e uno degli  strumenti è ricostruire i palazzi, seppure con variazioni cosiddette migliorative, come mai per il fine si stanziano 160mila euro e per lo strumento si stanziano tutti gli altri soldi, che non sono pochi?
C’è qualcosa che non va, c’è una filosofia edilizia, c’è l’irresponsabilità politica della sottovalutazione delle problematiche sociali incancrenite nel tempo. Quando c’è un male difficilmente curabile con le pasticche, è più che opportuno intervenire chirurgicamente: ma questo lo si pensa e programma molto prima.
Non è infondato dire che, dal lauto banchetto edilizio, avanzano un po’ di briciole per l’intervento sociale.

Il metodo della spartizione
Un buon governo della città sta nell’unitarietà degli intenti e degli obiettivi, unitarietà espressa nella figura del Sindaco. La conferma che questa unitarietà di intenti e di obiettivi non c’è, l’abbiamo avuta anche nel Consiglio del 28 settembre e non erano mancati segnali di divisione in altre assise consiliari: ricordo le dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica Aiello, prontamente ridimensionate e smentite dal capogruppo della Lega; si avverte il fastidio della maggioranza ai richiami delle minoranze sulla trasparenza nelle decisioni.
Ad esempio, statisticamente, le presenze in Consiglio degli assessori Volpe e Bognani  sono come delle apparizioni, salvo essere presenti fino alle due di notte per la questione contratto di quartiere, come un loro proprio affare da sponsorizzare. C’erano delle varianti da approvare, varianti marginali, a detta dell’assessore Volpe. Giudicate voi lettori se l’incremento del supermercato da 2.550 mq 5.600 mq., pari a 3100 mq è un aspetto marginale; se l’altezza in numero di piani è prevista in misura di sette piani, mentre il PRG prevedeva la misura massima di sei piani (un errore “casuale” di progettazione da dover sanare???) è anch’essa marginale.
Conseguenza è l’abbattimento di 152 appartamenti esistenti per costruirne 256 nuovi.
I sopraccitati Assessori hanno ottenuto l’avvallo al  progetto: li vedremo ancora in Consiglio Comunale? Speriamo.

C’è da chiedersi: ma questo contratto di quartiere interessa veramente i cittadini residenti ? Quali vantaggi può portare l’incremento commerciale e abitativo alla riqualificazione sociale? Domande che sono state fatte in Consiglio, ma non hanno avuto risposta.
L’impegno finanziario è tale che pochi ne avranno vantaggio e i molti cittadini resteranno relegati in un’area edilizia più bella, ma pur sempre un’area in cui il disagio sociale rimane concentrato.  Il capogruppo della Lega Nord ha lanciato un appello ammirevole a tutti i consiglieri perché questo contratto sia un’ulteriore ed ultima “speranza” da dare ai residenti di LS1.
La criticità vera e realistica è che il fulcro della riqualificazione sta negli aspetti sociali e non in quelli edilizi.
Per tutto quanto scritto, noi della minoranza abbiamo detto NO a questo progetto, presentatoci politicamente come speranza futura senza verificare i presupposti fondati del recupero sociale dei soggetti difficili che sono come un virus disgregativo all’interno della comunità.
Non si riqualifica con la speranza che tutto vada bene, ma, come ogni virtuosa amministrazione dovrebbe mettere in atto, ci saremmo aspettati una valutazione preventiva di successi e di rischi, prima di avventurarsi in un’impresa così complessa. Questa amministrazione non ci ha saputo dare gli elementi di questa valutazione.

Noi ci siamo presi la responsabilità di non avallare oggi aspettative che potrebbero rivelarsi un cumulo di ceneri, come già successo e riconosciuto dall’amministrazione nel recente passato, perché è facile ed economicamente redditizio costruire i muri, ben più difficile ri-costruire la buona convivenza sociale.

 
< Prec.   Pros. >
© 2019 Il Listone - Lissone
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.