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lunedì 23 luglio 2007

La tessitura del consenso

E’ l’ultimo Consiglio comunale prima delle vacanze estive e si ha la percezione di un Consiglio veloce per l’approvazione degli ordini del giorno.
Ma non è così perché la seduta termina alle 2.30 della notte. Forse che i Consiglieri fanno le ore piccole come divertimento oppure, secondo qualche malalingua, per avere l’indennità maggiorata ?
Niente di tutto questo.

E’ stata la minoranza del “Listone” la causa di questo ultimo Consiglio finito molto tardi e vi spiego il perché.
Gli ordini del giorno significativi erano principalmente due:
1) trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà per molti alloggi in diversi Piani di zona della città
2) approvazione della graduatoria definitiva per l’assegnazione di alloggi  per l’edilizia economica popolare
Due argomenti importanti per i cittadini che noi abbiamo analizzato per fare proposte migliorative e osservazioni pertinenti.

Consenso unanime

Infatti già al primo argomento, presentato dall’Assessore alla partita e dall’Ufficio competente con dati, tabelle e allegati, la nostra posizione politica è stata quella di aggiungere alcuni emendamenti alla delibera sottoposta all’approvazione.
Pur avendo preso atto della volontà da parte dell’Amministrazione di applicare il valore minimo risultante  dall’applicazione dello schema di calcolo, abbiamo ritenuto importante avanzare le seguenti proposte :

a) Il Consiglio Comunale delibera di demandare all’Ufficio competente il compito di rivedere, per tutte le aree interessate,  i prezzi al mq. per abbassarli, tenendo come tetto massimo il prezzo attuale  di mercato dell’edilizia convenzionata (1.650 euro/mq circa), in modo che per  tutti i cittadini coinvolti il criterio di riferimento fosse lo stesso. Questa proposta è un atto anzitutto politico nel senso che intende riconoscere ai cittadini il fatto di aver già ampiamente pagato l’alloggio e che in questa operazione di trasformazione in diritto di proprietà non sia il Comune ad averne un guadagno.
b) Il Consiglio Comunale delibera di dare avvio alla  verifica, da parte del segretario generale, della possibilità, dal punto di vista giuridico, di togliere ogni vincolo dal momento in cui il cittadino firma la nuova convenzione secondo la quale lo stesso cittadino diventa proprietario a tutti gli effetti.
c) Il Consiglio Comunale delibera che venga stabilita una convenzione tra Comune e Studi notarili, in modo tale che il costo dell’atto notarile sia “calmierato” ed accessibile a tutti i cittadini che vorranno usufruire di tale convenzione.

Queste tre proposte sono state il risultato di un’esposizione motivata e fondata soprattutto dal Consigliere Antonino Zagari che ha espresso l’orientamento del nostro gruppo.
Le reazioni della maggioranza a queste proposte sono state positive in linea di principio, anche se la votazione di questi emendamenti faceva insorgere dubbi e perplessità. Dubbi e perplessità che possono nascere dalla contrapposizione “pre-concettuale” tra i due schieramenti. Alla fine, dopo una sospensione dei lavori, sono caduti i preconcetti e si è arrivati all’approvazione unanime degli emendamenti.
Succede che eretici ed inquisitori trovino l’accordo!!

Ritengo questa votazione unanime un fatto politico innovativo, nel senso che, quando un Consiglio Comunale guarda alla città, ai suoi abitanti, agli interessi diffusi, si smettono i panni del sospetto reciproco, della contrapposizione di schieramento e si raggiungono risultati positivi.
La domanda che pongo: sarà un caso isolato, oppure il preludio di una modalità nuova della politica locale nell’ affrontare le problematiche della città ?
La risposta verrà data, in un senso o nell’altro, da tutti i consiglieri alla ripresa dei lavori e nella discussione di argomenti di orientamento generale.
E’ certo che il possibile dissenso non è necessariamente segno di litigiosità né di pre-giudizi, e che la diversità di visione politica è fonte di dialettica e di confronto costruttivo.
La nostra minoranza dovrà essere in grado di apportare cambiamenti, proposte e novità nella differenza rispetto alla maggioranza, purché questa differenza aggiunga qualcosa in più e in meglio per tutti i cittadini.

Dilemma: residenziale e produttivo

La gestione del territorio di ogni città è argomento complesso che necessita di scelte non facili, soprattutto tenendo conto dell’evoluzione economica e sociale delle stesse città.
Anche Lissone risente di questa evoluzione ed è passata negli ultimi decenni dalla casa-bottega ad aree di insediamento artigianale e industriale sempre più separate dalle abitazioni.
Il secondo argomento in discussione ripropone questa problematica, anche se l’approvazione e l’adozione di costruire 168 nuovi alloggi in edilizia convenzionata sono stati assunti dal precedente Consiglio Comunale a maggio del 2006.
Nulla in contrario all’approvazione dei Piani di zona per l’edilizia economica popolare, tuttavia il fatto che la Giunta di un anno fa, oggi riconfermata al governo dalle recenti elezioni amministrative, proponga aree a verde per costruire, è indice della volontà di aumentare la popolazione, a scapito degli insediamenti produttivi. Questa è la continuità promessa in campagna elettorale dalla Lega Nord!
E’ evidente la volontà di portare Lissone a 50 mila abitanti  e passa!

Emblematico è il caso della zona di Via Corino, Via Giotto e Via Volturno: in questa area vi sono 7 insediamenti artigianali-industriali e proprio in Via Corino verranno costruiti 50 alloggi.
Le linee programmatiche del Fossati II esplicitano che l’attività produttiva artigianale sarà sviluppata e tutelata. Infatti in Via Corino ci saranno persone che compreranno alloggi  e che cosa risponderà il Sindaco Fossati agli operatori economici della zona, quando i futuri residenti si lamenteranno di rumori, fumi, viabilità etc.? Sarà forse l’amministrazione a farsi carico delle querele, delle richieste di interventi dei residenti contro le attività produttive? Futuri residenti e attuali operatori economico-produttivi saranno lasciati a se stessi, alle loro dispute basate su ragioni legittime da una parte e dell’altra,  grazie ad un’amministrazione che non vuole pianificare tra il mattone “sensato” e la tutela “promessa” dell’attività produttiva.
Che i cittadini si risolvano i loro problemi spendendo soldi ed energie!!!

Credo che questa miopia politica della gestione del territorio consista proprio nella persistenza di ammettere la commistione o frammistione  di edifici residenziali e produttivi.
Non ci si può giustificare dicendosi: “Ma Lissone è così!” (vedi il parere dell’Ufficio Tecnico allegato alla delibera del 31.05.2006, in risposta a delle osservazioni in merito:
Per quanto riguarda il contesto industriale tutte le aree di completamento del territorio di Lissone vedono la frammistione tra edifici residenziali e produttivi”.
E' una constatazione tecnica sulla quale e dalla quale la componente politica non può farsi condizionare.

Ribadisco la distinzione fondamentale tra la pertinenza politica delle scelte urbanistiche e la competenza tecnico-gestionale dell’Amministrazione, senza confusioni e commistioni di ruoli.
Si può e si deve uscire dal dilemma, a condizione che ci sia una progettualità, ci siano degli obiettivi.
La nostra minoranza si porrà come interlocutrice del cambiamento.
Si deve voltare pagina con coraggio.

 
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