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domenica 01 luglio 2007

Eretici e inquisitori

I due Consigli avevano da  trattare cinque argomenti, di cui il bilancio consuntivo 2006 era quello che avrebbe richiesto più tempo e una preparazione più mirata da parte nostra.
Oltre al bilancio, altri due argomenti: le nomine delle commissioni consiliari e il nostro ordine del giorno relativo alla vicenda “Gabani”.
Due serate consecutive da “full immersion” soprattutto per noi consiglieri di nuova nomina.
Ma che cosa è successo nelle due sedute?

Il titolo di questa seconda cronaca non è singolare perchè si riferisce proprio alla presentazione del nostro ordine del giorno e del bilancio 2006. In che senso?
Siamo trenta consiglieri tra maggioranza e minoranza e, all’interno di questa compagine ho scoperto che esistono ancora degli eretici e degli inquisitori, come nella storia passata.
L’eretico è colui che sostiene princìpi e punti di vista propri contrari al pensare comune, o per lo meno opinioni in contrasto con quelle più comunemente seguite.
Ma c’è anche l’inquisitore che è colui che è nominato a fare minuziose e accurate indagini per contrastare l’eresia e far condannare i suoi sostenitori.

Ebbene, cambia il contesto storico come quello dell’Inquisizione che abbiamo studiato a scuola, ma non cambia la storia che è quella attuale dell’Aula Consiliare.
In questo rapporto tra eretici ed inquisitori c’è sempre la figura che coordina il dibattito (Presidente del Consiglio), ma, essendo stato scelto tra gli inquisitori, gli è difficile avere l’atteggiamento dell’imparzialità nell’applicazione delle regole che devono sovrintendere questo dibattito.
Le auguriamo di acquisire questa imparzialità per il buon funzionamento dello stesso Consiglio.

La prima eresia

Mi riferiscoal primo eretico che l’ha formulata, il Dr. Fraschini, Assessore al bilancio, il quale, presentando l’argomento del bilancio per la discussione, ha espresso dei suoi pensieri (e qui sta l’eresia) piuttosto che limitarsi a spiegare delle cifre e dei grafici di entrate ed uscite.
Ecco alcune sue affermazioni:
-il bilancio è uno strumento di governo,
- gli avanzi di bilancio devono essere spesi per migliorare i servizi alla comunità,
- amministrare una città come Lissone è complesso,
- bisogna avere capacità di programmazione, flessibilità e prossimità ai problemi dei cittadini,
- la Giunta deve fare sistema (lavorare in rete, in connessione),
- gli strumenti a disposizione sono limitati, rigidi e non modificabili (riferimenti alle leggi finanziarie dei governi nazionali).
Riassumo:
Il primo pensiero forte è che non è possibile governare, attraverso il bilancio, senza una visione politica della città e degli obiettivi strategici.
Il secondo pensiero riguarda l’avanzo di bilancio di Lissone che ammonta a 10.628.000 euro e che una politica virtuosa deve orientarsi a trovare gli spazi di manovra per utilizzare questo accumulo di ricchezza (che è di tutti i cittadini) nonostante il patto di stabilità e le norme della legge fiananziaria. Bisogna far in modo di uscire da questa impasse di avanzo che andrà via via aumentando. Il suo impegno sarà di trovare gli spazi e le modalità consentite per utilizzare il “tesoro”  e non per conservarlo e aumentarlo.

Sono insorti gli inquisitori: il Sindaco, i Consiglieri della Lega Nord, l’ex-assessore al bilancio Moioli, i quali non hanno nemmeno ascoltato con la stessa attenzione della minoranza l’esposizione dell’eretico e, durante il dibattito,  interrompevano (senza averne diritto di parola da parte del Presidente del Consiglio) gli interventi dell’opposizione.
La loro tesi giustificativa e di difesa: non è colpa nostra se non si può spendere questa ricchezza di milioni di euro, ma del governo di Roma  e delle sue leggi.
A questi inquisitori è mancato un ragionamento, un pensiero, una proposta.

La minoranza non poteva non applaudire l’eretico ed esprimergli la collaborazione nel trovare le soluzioni future, ma certo non poteva non disapprovare coloro che cercano sempre altrove (Roma e dintorni) le cause del loro malgoverno, mentre prevedono di aumentare l’Irpef dallo 0,1 allo 0,4.
Nel nostro applauso, l’augurio all’Assessore al bilancio di non essere condannato al patibolo.

La seconda eresia

Gli eretici siamo noi del Listone che avevamo presentato un ordine del giorno da discutere in Consiglio Comunale circa la vicenda Gabani e le sue dichiarazioni apparse sui giornali.
L’eresia è la volontà di portare nell’assise comunale  tutta la vicenda: dal ritiro della delega all’assessorato fino alle ultime  dichiarazioni. Aprire un dibattito dovuto sia ai cittadini, sia ai nuovi organi di governo sia alle persone citate per fare chiarezza politica e lo strumento a disposizione è il cosiddetto “ordine del giorno” di cui già si conosce il contenuto.
In questo ordine del giorno mettevamo alla discussione tre possibilità: una commissione d’indagine consiliare, l’invito all’amministrazione di segnalare alla magistratura le dichiarazioni ed eventuali fatti connessi, e il blocco totale dei PII fino allo scioglimento  di ogni sospetto.

Anche qui c’è stato l’inquisitore di turno che, ricorrendo a norme e leggi varie, ha rilevato che la nostra richiesta di isituire una commissione d’indagine consiliare non aveva i requisiti.
I cosiddetti “dottori della legge” sono inattaccabili da questo punto di vista e sono altrettanto efficaci nell’evidenziare una richiesta non conforme. Per inciso questa lezione è servita più alla Presidenza del Consiglio e al Segretario generale che avrebbero dovuto verificarne i requisiti prima di iscrivere nell’agenda dei lavori.
A noi la dotta arringa è servita per capire che l’inquisizione teme la diversità di opinioni e di pensieri e ha l’obiettivo di ricondurre tutti al dogma del “non si discute ma ci si adatta al potere” . Ma noi non faremo concessioni alle logiche di spartizioni e di coalizioni.
Non esiste inquisitore di turno che possa affossare lo “spirito” di una richiesta con la “lettera” della legge.
Noi eretici siamo coscienti che nessun inquisitore, di turno o meno, può reprimere il dovere civico e morale dei Consiglieri che siedono là dove i cittadini li hanno eletti e ai quali devono trasparenza del loro operato politico e amministrativo.

Maurizio Mazzoleni

 
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