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domenica 17 giugno 2007

Le promesse da marinaio della maggioranza

L’antefatto

Nel primo Consiglio Comunale del 15 giugno scorso, c’erano sei ordini del giorno di cui i primi quattro di natura formale e politica che ogni nuovo Consiglio, al momento del suo insediamento, espleta secondo i dettami di legge.
Il quinto ordine del giorno “ Definizione indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso Enti e Aziende ai sensi dell’art. 42 del decreto legislativo 18.8.2000, n.267” costituiva la prima prova di banco del Consiglio nel suo insieme e in particolare della maggioranza.
Ordine del giorno con la proposta di approvazione dei requisiti in base ai quali nominare i rappresentanti del Comune nelle ASML spa e ASML-Investimenti spa, in Lissone Farmacie spa e nella Fondazione Casa di riposo.
Per informazione, la tradizionale Azienda Lissonese acqua e gas si è strutturata in tre Aziende con rispettivi tre consigli di amministrazione, quindi vere e proprie imprese nelle quali c’è la partecipazione azionaria del Comune.
 Ci vogliono degli indirizzi sui quali deve basarsi l’esercizio del potere di nomina e revoca da parte del Sindaco dei rappresentanti del Comune e questi indirizzi si devono ispirare alla massima trasparenza per almeno due ragioni fondamentali.
 La prima è quella che la quota patrimoniale dei capitali investiti in queste aziende-imprese derivano dai prelievi fiscali operati sui cittadini che sono pertanto gli azionisti indiretti, e quindi si deve rendere conto a tutta la comunità lissonese.
La seconda ragione è che queste società forniscono beni pubblici ed hanno per fine il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Originariamente le aziende comunali dovevano distribuire a prezzi inferiori o quanto meno simili a quelli delle imprese a proprietà privata, questi beni pubblici come il riscaldamento, l’illuminazione, l’acqua per consentire il miglior livello di vita delle persone.
Anche queste imprese hanno avuto la loro evoluzione e si sono via via trasformate in imprese che hanno, oltre a questi fini, sempre più quelli di consentire l’accesso alle risorse economiche alle classi politiche che si stanno sempre più aggregando in sistemi di interessi: oggi in gioco non sono i beni pubblici, ma la commistione tra economia e politica.
Non stiamo parlando di strani affari lontani da noi, ma di Lissone e delle Aziende che ci forniscono i beni che ci arrivano a casa.

E’ stato subito evidente per noi del “Listone” quale sarebbero state le conseguenze della proposta sottopostaci dalla maggioranza: il buon governo di queste aziende da considerare a tutti gli effetti “imprese” da difendere nella loro integrità e autonomia e le finalità delle stesse che devono sempre prevalere a dispetto delle esigenze immediate dello stesso Comune che non deve avere di mira il ripianare i deficit comunali o consentire il perseguimento di fini estranei alle finalità d’impresa.

La conseguenza di questo antefatto è che la nomina di amministratori “pubblici” deve prevalere su quella partitica e di conseguenza i nominati sono rivolti al bene dell’impresa e non a quello del partito: i criteri che devono guidare la scelta sono perciò l’indipendenza dall’affiliazione politica e la competenza professionale adeguata all’impresa.

Il fatto

I requisiti proposti dalla maggioranza per le aziende (ASML e Lissone Farmacie spa) sono cinque dei quali gli ultimi due sono così formulati:
- “esercizio di attività professionale quale libero professionista”
- “aver ricoperto in precedenza funzioni di Consigliere comunale Assessore Comunale e/o Componente della commissione amministratrice di una Azienda municipalizzata”.

Per la Casa di riposo  sono ancora cinque i requisiti di cui alcuni sono così espressi:
- “avere conoscenza o esperienza nel campo socio-assistenziale”
- “avere svolto attività anche volontaria nel settore della assistenza e beneficenza pubblica”

A nostro avviso i due requisiti per l’ASML e Farmacie spa esprimono quella commistione di potere tra economia e politica per cui predomina il governo economico dei partiti municipali, cioè è il potere dei partiti che prevale sul potere gestionale amministrativo e ci si deve porre questa domanda: “quale proprietario di un’impresa affiderebbe ad una persona la sua impresa solo per il fatto che ha occupato uno scranno da Consigliere comunale o da Assessore?, oppure ad una persona libero professionista senza verificarne le competenze?” La risposta è che nessun proprietario lo farebbe ed allora perchè una maggioranza di governo dovrebbe farlo?
Quanto ai requisiti sopracitati per la Casa di riposo, si crede che il volontariato ( di cui rispettiamo il valore di solidarietà e di apertura gratuite verso le fasce sociali più deboli) sia sufficiente per far parte del suo consiglio di amministrazione? Un conto è fare del volontariato ed un altro avere le competenze per gestire una Fondazione che sia efficiente. In entrambi gli ambiti, oggi più che mai, ci vogliono preparazione e competenze, le quali si differenziano in base alle diverse responsabilità. Anche qui ci si può chiedere:”affiderei la gestione della casa di riposo a persone che dedicano il loro tempo per attività di volontariato?” La risposta è che ognuno di noi deve essere valorizzato per quello “che sa e che sa fare”.

Le  risposte plausibili possono essere diverse: la recente campagna elettorale, che ha confermato la precedente coalizione della CDL, ha avuto i suoi costi e le sue promesse a cui bisogna oggi pagare il “debito” in spartizioni di poltrone, in assetti di equilibri partitici oppure in favori agli amici che hanno contribuito alla vittoria elettorale; inoltre la presenza di compagni di partito nelle aziende possono essere i “terminali” di informazioni e di indicazioni da far passare alle aziende nelle scelte che queste stesse aziende dovranno fare, ma con un occhio di riguardo alle logiche extra-comunali partitiche e non.
Ci saranno forse altre risposte, ma l’aspetto inquietante alla base dello schema di deliberazione che avevamo sotto gli occhi è l’oscurità che la maggioranza preferisce alla trasparenza: l’oscurità si traduce nel fatto di nominare persone che hanno di mira gli interessi di chi li ha nominati, mentre la trasparenza significa scegliere persone di comprovata competenza che hanno di mira gli interessi delle aziende e di conseguenza quelli dei cittadini a cui si devono fornire con equi prezzi servizi essenziali.

Prima dell’approvazione dei requisiti, ogni consigliere può intervenire con osservazioni e/o pregiudiziali.
Il nostro gruppo ha espresso, durante il dibattito in aula consiliare, le ragioni di emendamento dei requisiti e proprio l’idea di emendamento è quella di correggere le imperfezioni e i difetti dalla promiscuità partitica, cosciente che in gioco ci sono gli interessi dei cittadini.
Tra l’altro è ancora recente l’eco delle promesse elettorali della maggioranza circa la volontà di guardare solo al bene della cittadinanza, promesse che nella stessa sera del Consiglio sono state reiterate. Non solo questo, ma il discorso di insediamento del nuovo Presidente del Consiglio comunale sottolineava l’aspettativa e l’augurio che i lavori consiliari si svolgessero nel clima di collaborazione e di rispetto tra maggioranza e minoranza, nell’attenzione ad accogliere proposte della minoranza.

Oltre agli emendamenti, il “Listone” ha avanzato la seguente proposta :

Le procedure di nomina devono riferirsi a un sistema di regole condivise, che sono:

- istituzione di un Comitato tecnico bipartisan che discuta i curriculum vitae e sottoponga le nomine a una tale disanima da non lasciare dubbi sulle competenze
-  i requisiti di professionalità adeguata alla specifica impresa, dimostrati nel curriculum vitae reso pubblicamente disponibile prima della nomina
- riconoscimento del diritto di interpellanza nel Consiglio Comunale e da parte di associazioni di cittadini nelle nomine
- i rappresentanti del Comune debbono agire nella forma e nella sostanza come rappresentanti di tutti i cittadini e nell’indipendenza dall’affiliazione politica
- fattore di ineleggibilità l’attività politica svolta nel quinquennio precedente la nomina

Si propone che il 4° e 5° requisito siano emendati, in quanto non corrispondono alle premesse di cui sopra.

Circa i requisiti per la nomina dei rappresentanti di questo Comune, si segnala quanto segue:

o Il quarto requisito deve specificare la tipologia di attività professionale, che comunque non deve avere “conflitto di interessi”
o il quinto requisito non dà diritto ad essere nominato in quanto le funzioni descritte sono di tipo politico la cui specificità si svolge all’interno del Consiglio Comunale e non all’interno di un Consiglio di amministrazione

Conclusione: si propone di emendare i suddetti requisiti

Fondazione Casa di riposo

o Il secondo ed il terzo requisito non sono esplicitamente correlati alle funzioni da svolgere. Non basta la generica conoscenza o esperienza nel campo socio-assistenziale, così come l’attività volontaria

Conclusione : si propone di emendare i suddetti requisiti

La conclusione

Si è passati alle dichiarazioni di voto che anche le altre forze di minoranza, ad eccezione della lista “Per Lissone oggi”, hanno condiviso e votato.
La maggioranza ha votato contro gli emendamenti e la nostra proposta ed ha approvato lo schema di deliberazione sottoposta a tutto il Consiglio.
Ci siamo resi conto quanto l’intelligenza politica e la coerenza morale facciano difetto alla maggioranza e questo primo atto del Consiglio non apre orizzonti sereni per il bene della città, anzi le previsioni del tempo “politico” su Lissone indicano nuvoloso con piogge intense. Tuttavia qualche spiraglio di sereno c’è stato o potrà esserci perchè al momento della votazione, qualche consigliere della maggioranza non era in aula e forse questa assenza è un segnale di non compattezza monolitica  della stessa maggioranza.

Nella prossima puntata delle Cronache racconteremo delle nomine, del numero di amministratori, dei loro compensi e dei costi a carico cei cittadini.


M. Mazzoleni

 

 
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